martedì 14 febbraio 2017

ELMETTO Vityaz-S (originale) + restauro


 Elmetto Vityaz-S (originale)



Trattasi di un elmetto piuttosto raro che da anni cercavo e ho trovato ad un prezzo indecentemente onesto, in un mercato che li vende di media tra i 450 e i 4000€ a seconda delle condizioni e delle balle che ci raccontano su.
Si vocifera che non ne esistano più di 20 nelle mani dei collezionisti, benché onestamente penso che una 40ina ci siano tutti.
L'elmetto è di vecchia concezione, con un sistema di sospensione sul cranio assai simile all'M1 americano, o a modelli ww2 e sovietici prima era. Benchè migliorato, in quanto più avvolgente sulla nuca e con 2 "guanciali" cui è fissato il soggolo.






L'elmetto è palesemente fatto a mano, un pezzo alla volta. Ho avuto modo di paragonarne 2 e son diversi, dalla calotta alla colorazione, ai rivetti, alla curvatura della calotta, alla posizione dei fermi di ritenzione della visiera, e a quella dei perni di aggancio della visiera sulla calotta. Tutto fa pensare che la dicitura S sia un acronimo per "speciale", dato che questo elmetto si reperisce nella sua forma base senza calotta. Più comune, solitamente dipinto mimetico.


Elmetto Vityaz "base"

S lascia pensare, è una mia teoria ma anche quella del venditore e di un paio di contatti russi che ho interpellato, nonché paragonando varie foto, che l'elmetto venga fabbricato alla bisogna su comodità e misura dell'operatore. I perni del visore sono saldati in modo spartano ma efficace più avanti o più indietro, e anche la curvatura del portalenti si adatta al visore e non è standard.




Il vetro è in 3 parti: esterno in vetro corazzato, parte centrale in lexan o simile iper-spesso, parte interna ancora in vetro corazzato.




Non mi è dato sapere perché, dato che solitamente gli strati sono uguali e alternati, ma credo che il fatto che questo sia un elmetto "vintage" possa spiegare la tecnica rudimentale. I bordi non sono gommati ma "cordurati". Dalle foto potete apprezzare anche il restauro cui è stato sottoposto per pulire i vetri e risaldare un perno, che SDA è riuscita a spaccare.
Non ci son riusciti i Ceceni, ci pensano le Poste. Anche qui, prima di agire col mio tecnico, ho chiesto lumi ad un collezionista e ad un paio di persone che mi hanno fatto notare come il perno fosse stato già saldato in precedenza probabilmente a seguito di una rottura o una modifica di distanza della visiera. L'elmetto è in taglia unica, pertanto un operatore più grosso può aver necessitato di più spazio frontale. Ecco anche spiegato perché non rimaneva aperto in posizione, ma tendenzialmente sempre reclinato.
Abbiamo provveduto a ripristinare la saldatura su mia misura e ripristinare la corretta posizione della visiera. Ancora grazie, SDA...
Storicamente l'elmetto nasce negli anni 90 e viene "comunemente" fino ad arrivare ai 2000, principalmente da operatori spetsnaz MVD, assaltatori è nello specifico breacher e porta scudo. Ecco spiegato il numero piuttosto esiguo. Alcuni di questi elmetti vengono anche richiesti e forniti per il medesimo uso anche ad elementi della nota tax police, e delle forze penitenziarie (FSIN/FSKN), specialmente nel distretto federale meridionale, ma anche a Mosca e San Pietroburgo.



Tax Police

Tax Police

operatori FSKN con elmetto "nero", abbastanza raro
Conferenza stampa della tax police, Mosca 1997

Stando ad altre mie ricerche e studi, pare che la decisione di avere una visiera così strana derivi dal fatto che una sezione convessa ripari meglio dai colpi e renda la struttura più solida e meno propensa alla penetrazione. Premetto che è una mia teoria, ma il vetro è davvero spesso, il che lascia perfettamente pensare che questo strumento sia stato concepito per chi si accollava l'onere di sfondare e beccarsi le prime raffiche.
Inoltre, approfondendo, pare che la tecnologia per la produzione di vetri curvi di tale spessore, laminati, fosse inesistete (da qui il fiasco del Maska con visore in vetro, sostituito con quello più noto metallico a fessura)
L'elmetto è considerato ed è tragicamente scomodo e pesante, totalmente sbilanciato e rudimentale, e ha avuto poca fortuna, venendo presto surclassato dalla serie Maska e derivazioni di Tig/6b3.
non solo, è privo di rivestimento anti-spalling e imbottitura, quindi eventuali traumi e schegge erano liberi di penetrare la calotta e finire nel cranio del malcapitato. più che un oggetto di reale utilità ci troviamo davanti ad un apparato sperimentale iconico, forse per questo conservato ancora negli arsenali.

Ultima chicca: Vityaz in russo significa VASSALLO-CAVALIERE, il che è interessante è sintomatico giacché questo elmetto è stato visto anche in alcune foto di operatori di sicurezza interna a palazzi del potere, HQ ecc..

RESTAURO: l'elmetto presentava uno squilibrio palese della visiera, che denotava segni di riparazione. la posizione dei perni di aggancio è stata completamente ricostruita andando a rifare le saldature e ridisegnando il perno di aggancio e blocco superiore. contestualmente si è voluto pulire i vetri.
nella verifica di quote e dimensioni si è potuto apprendere, come sopra riportato, che l'elmetto è frutto unico di manifattura. troppi particolari lasciano intedere che il progetto dell'elmetto presenti uno schema comune in tutti gli esemplari, magari uno o più stampi e schemi, ma che ogni singolo pezzo sia invece realizzato e completato a mano. le saldature sono tutto fuorchè frutto di automazione, e gli spigoli del visore sono irregolari e si conformano alla calotta, pur nella sua stortezza, come denotano i graffi della verniciatura.